Dispositivi di protezione dal virus certificati

Il Coronavirus ha letteralmente sconvolto la nostra quotidianità, rendendo decisamente drammatici questi mesi per tantissime famiglie, che hanno dovuto salutare i propri cari, scomparsi proprio per una serie di complicazioni legate al diffondersi del contagio.

Con l’obiettivo di ridurre il più possibile il pericolo derivante dalla diffusione di infezioni legate al Covid-19, l’ISS ha raccomandato l’impiego di una serie di misure igienico-sanitarie, come ad esempio una corretta igiene respiratoria ed un’etichetta respiratoria. Al tempo stesso, si consiglia di lavarsi con cura e frequenza le mani, evitando poi di toccarsi con le mani ogni parte del viso, stando chiaramente lontani dal contatto con i contagiati.

Le mascherine chirurgiche

La prima differenziazione da fare è quella tra le mascherine chirurgiche e i dispositivi di protezione facciali filtranti. Le prime sono dei presidi ad uso medico e devono essere realizzati seguendo la normativa EN 14684, la cui funzione essenziale è quella di garantire adeguata protezione al paziente rispetto alla contaminazione legata alla vociferazione e tramite la diffusione di gocce di saliva.

I DPI facciali filtranti

I dispositivi facciali filtranti sono dei prodotti che presentano conformità rispetto alla normativa EN 149 e fanno part dei DPI: vengono realizzati quasi per intero con materiale filtrante e spesso prevedono anche una valvola di espirazione. L’idoneità alla protezione da gas, vapori e microrganismi, però, viene garantita solamente dalle mascherine FFP2 e FFP3. Esistono anche alcuni dispositivi certificati EN 149 ed EN14683, che riescono a garantire la sicurezza della protezione sia per chi li indossa che per il paziente, ma sono molto difficili da trovare sul mercato.

È bene sottolineare, infine, come nel DL Cura Italia, per l’intera durata dell’emergenza, vengono equiparate le mascherine chirurgiche ai DPI per le vie respiratorie. Si tratta di una scelta che ha carattere chiaramente estremo, ma che si è resa necessaria per via della mancanza di disponibilità delle mascherine filtranti in commercio.